Autori: Roccatello Dario (1,2), Sciascia Savino(1,2), Rossi Daniela(1), Alpa Mirella(1), Naretto Carla(1), Radin Massimo(1), Baldovino Simone(1,2), Menegatti Elisa(1)
Affiliazioni: 1-Center of Research of Immunopathology and Rare Diseases – Coordinating Center of the Network for Rare Diseases of Piedmont and Aosta Valley, Department of Rare, Immunologic, Hematologic and Immunohematologic Diseases. 2- Nephrology and Dialysis Unit, S. Giovanni Bosco Hospital and University of Turin, Turin, Italy
Introduzione
Le vasculiti ANCA-associate (VAA) rappresentano un gruppo eterogeneo di malattie sistemiche caratterizzate sul piano istopatologico da fenomeni flogistici e necrotici a carico della parete dei vasi di piccolo calibro. Le VAA hanno un decorso cronico, con forte tendenza alla recidiva ed alti tassi di mortalità e morbilità. Sebbene siano efficaci, gli attuali schemi terapeutici per le VAA presentano un profilo di sicurezza non ottimale. Inoltre, si stima che circa un terzo dei pazienti sia refrattario o intollerante a queste terapie. La deplezione B linfocitaria è stata proposta come possibile terapia nel VAA. Il rituximab (RTX) si è mostrato efficace in studi randomizzati controllati, tuttavia, questi studi hanno un follow-up minore di un anno.
Obiettivi
L’obiettivo di questo studio è investigare prospetticamente la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di un protocollo di deplezione dei linfociti B con RTX in monoterapia secondo lo schema di infusione “4+2”.
Metodi: sono stati studiati 11 pazienti con diagnosi istologica di VAA (5 con granulomatosi con poliangioite, 4 con poliangioite microscopica e 2 con granulomatosi eosinofila con poliangioite), Birmingham Vasculitis Activity Score (B-VAS) medio 22±4. Si trattava di pazienti intolleranti o resistenti alle terapie convenzionale con ciclofosfamide, un’insoddisfacente compliance terapeutica o la specifica esigenza di un trattamento immunosoppressivo di breve durata. Il protocollo di deplezione B-linfocitaria “4+2” prevedeva la somministrazione di RTX (4 infusioni settimanali di 375mg/mq seguite da 2 mensili). Sono stati misurati gli indici di attività di malattia: VES, PCR, titolo ANCA, B-VAS. Si è considerata una recidiva maggiore la ricomparsa o il peggioramento della malattia sulla base della misurazione dell’aumento di almeno 1 punto di B-VAS.
Risultati
Sono stati prospetticamente reclutati 6 uomini e 5 donne, età media 67.5 anni (45–81). La durata media di malattia e di follow-up dopo il protocollo di RTX “4 + 2” è stato di 119 (60-189) mesi e 85 (range 45-132) mesi rispettivamente. Sono state riscontrate riduzioni statisticamente significative (valore medio basale; 3 mesi, 1 anno, 3 anni, fine del follow-up, p 60 mesi dopo un singolo ciclo di RTX. Alla recidiva un secondo ciclo di infusioni di RTX è stato somministrato con completo beneficio sotto il profilo clinico e sierologico (follow-up mediano dopo 2° ciclo: 32 mesi, 12-96).
Conclusioni
I risultati ottenuti confermano che il RTX è una valida opzione terapeutica in pazienti con AVV. Il protocollo di deplezione B-linfocitaria con RTX “4+2” ha ottenuto risposte complete in tutti i pazienti con un ottimo profilo di sicurezza in uno dei più lunghi follow-up riportati in letteratura. Questo approccio ha inoltre permesso una rapida diminuzione del dosaggio di prednisone, senza l’utilizzo di immunosoppressori nel mantenimento.
Bibliografia:
