PO195 – La biopsia percutanea su rene nativo nei pazienti ambulatoriali: profilo di sicurezza in una estesa coorte monocentrica.

Autori: Dario Roccatello(1,2), Savino Sciascia(1,2), Daniela Rossi (1), Carla Naretto(1), Mario Bazzan (3), Laura Solfietti (1), Simone Baldovino (1), Elisa Menegatti (1).
Affiliazioni:  1-Center of Research of Immunopathology and Rare Diseases – Coordinating Center of the Network for Rare Diseases of Piedmont and Aosta Valley, Department of Rare, Immunologic, Hematologic and Immunohematologic Diseases. 2- Nephrology and Dialysis Unit, S. Giovanni Bosco Hospital and University of Turin, Turin, Italy 3-UOSD Hematology and Thrombosis Unit, S. Giovanni Bosco Hospital, Turin Italy

Introduzione
La procedura di biopsia renale percutanea ha subìto una importante evoluzione tecnologica negli ultimi anni. L’introduzione della modalità ecoguidata e la sicurezza degli aghi l’hanno resa molto sicura e relativamente operatore-indipendente, aprendo possibilità di impieghi anche ambulatoriali o in day-hospital, peraltro già diffusi negli Stati Uniti.

Scopo del lavoro
Abbiamo inteso valutare la sicurezza della biopsia percutanea su rene nativo nell’ outpatient, paragonando due coorti omogenee di pazienti sottoposti ad ago-biopsia renale in regime ambulatoriale o di ricovero .

Materiali e metodi
Sono state valutate le caratteristiche e le sequele post-bioptiche di un gruppo di pazienti biopsiati tra il 2012 ed il 2016 in regime ambulatoriale (5 ore di osservazione post-procedurale) in rapporto ad un secondo gruppo che includeva pazienti sottoposti a biopsia renale in regime ospedaliero tra il 2000 ed il 2012.
Tutte le biopsie sono state effettuate da un singolo operatore (nefrologo) che ha seguito rigorose procedure di valutazione dell’assetto emocromocitometrico, della funzionalità renale e della coagulazione (tempo di protrombina, tempo parziale di tromboplastina, tempo di stillicidio, fibrinogeno ed il test di funzionalità piastrinica TFA100 ), della qualità del controllo dei valori pressori. E’ stato utilizzato un ago 18 gauge di 15 cm sotto guida ecografica real-time. Sono stati prelevati 2.6 ±0.7 (1-5) frustoli di parenchima renale. I valori di creatinina sierica erano nella coorte globale 1.67 ± 1.2 (0.5-7) mg/dl.

Risultati
Sono state valutate 462 biopsie (210 donne) con età media di 54.7 ±18 anni), 129 delle quali (27.9%) effettuate su pazienti ambulatoriali.
Trentasei pazienti (7.8%) hanno presentato complicazioni: minori in 27 pazienti (5.8%) , ad includere ematuria (12 casi, 2.6%), ematomi clinicamente irrilevanti e spontaneamente riassorbiti (15 casi, 3.2%), maggiori in 9 di essi (1.9%): fistola arterovenosa (6 casi, 1.2%), stroke ischemico (2 pazienti, 0.4%), embolia polmonare (1, 0.2%). Non è stata rilevata alcuna significativa differenza tra i due gruppi.
Valutando i 2 gruppi insieme con analisi multivariata si è rilevato che un valore di creatinina superiore a 3 mg/dl ed una pregressa storia di ipertensione mal controllata costituivano fattori di rischio indipendenti per complicazioni (minori nel caso nella creatinina (OR 2.03, 95% CI 1.18-6.81) e maggiori nel caso dell’ipertensione (OR 2.01, 95% CI 1.2-4.7). Non erano invece correlati al rischio di complicazioni bioptiche il numero di prelievi, il sesso, l’età, la diagnosi, l’entità dell’ ematuria o della proteinuria basali.

Conclusioni
La biopsia renale sul paziente ambulatoriale, almeno nell’esperienza di questo Centro, si è rivelata altrettanto sicura della biopsia in regime di ricovero ed è caratterizzata da un miglior rapporto costo-efficacia. E’ potenzialmente preferibile nella maggior parte dei pazienti per i quali l’agobiopsia percutanea sia indicata.

Bibliografia:

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