Autori: (1) Rossella Mandraffino, (1) Riccardo Scoglio, (1) Sebastiano Marino, (2) Ylenia Igrasciotta, (2) Valentina Ientile, (2) Gianluca Trifirò, (3) Domenico Santoro
Affiliazioni: (1) MMG SIMG Messina (2) UOC Farmacologia, Università degli Studi di Messina (3) UOC Nefrologia e Dialisi, Università degli studi di Messina

Background: La malattia renale cronica (MRC) è tuttora poco indagata dai medici di medicina generale (MMG), che spesso non hanno consapevolezza della patologia, non richiedendo il dosaggio della creatinina o valutandone solo il valore assoluto e non la stima della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR).

Caratterizzazione dei soggetti in studio
Obiettivo: Obiettivi del presente studio sono: 1) Esaminare la prevalenza di valutazione della funzione renale nell’ambito della popolazione in carico ai medici di medicina generale della provincia di Messina nel triennio 2014/2016; 2)Valutare la concordanza tra le diagnosi di MRC registrate e il riscontro di eGFR<60 ml/min; 3) Valutare la prevalenza di prescrizioni di visite nefrologiche in pazienti con eGFR<60 ml/min; 4)Valutare la prevalenza di prescrizione di farmaci potenzialmente nefrotossici in pazienti con eGFR<60 ml/min.
Materiali e Metodi: Sono stati coinvolti 10 MMG della provincia di Messina, che assistono un totale di 13.527 soggetti ultradiciottenni (47.7% M, 52.3% F), di cui 3710 di età maggiore di 65 anni. Abbiamo estratto i dati di tutti i pazienti che per qualunque motivo avevano effettuato un dosaggio della creatinina nel triennio 2014-2016. I dati estratti hanno compreso: età, sesso, BMI, altri dati laboratoristici disponibili (emocromo, glicemia, HbA1c, assetto lipidico, funzionalità tiroidea, transaminasi, elettroliti, albuminuria), terapie farmacologiche prescritte, patologie registrate, informazioni su uso di fumo e alcol, richiesta esami diagnostici e visite specialistiche. È stato quindi calcolato l’eGFR applicando la formula CKD-EPI.

Proporzione (%) dei pazienti con diagnosi di MRC registrata, stratificata per stadio (G3a-G5)∆

Risultati: I MMG partecipanti hanno richiesto almeno un dosaggio di creatinina nel triennio in esame a 4098 assistiti (44.5% M, 55.5% F), corrispondenti a circa il 30% dei propri assistiti maggiorenni; analizzando la sottopopolazione dei soggetti di età >65 anni, è stata richiesta almeno una creatininemia a 1850 pazienti, pari a circa il 50% del totale.
Applicando la formula CKD-EPI, abbiamo riscontrato 874 casi di eGFR<60 ml/min (corrispondenti circa al 21% dei dati disponibili), di cui 743 nella popolazione >65 anni (40% di questo sottogruppo), con età media di 76 ±11 anni e mediana di 77 anni.
La condizione “insufficienza renale cronica” o “non specificata” (codici ICD9-CM 585-586) era stata registrata dai MMG solo in 327 pazienti (8.8% dei dati registrati e 37.4% di tutti i pazienti con MRC stadi 3a-5). Abbiamo così valutato la proporzione dei pazienti in cui era presente una diagnosi di MRC, stratificandola per stadio, e quella dei pazienti in cui era stata prescritta almeno una visita nefrologica nel triennio considerato; la consapevolezza della MRC è risultata particolarmente bassa nello stadio 3a (17.5%) per arrivare al 76% nei pazienti allo stadio 4 e al 67% allo stadio 5 (dato verosimilmente inficiato dal ridotto numero del campione). Una tendenza simile si evidenzia analizzando la proporzione di pazienti con eGFR<60 ml/min che hanno fatto almeno una visita nefrologica nel triennio in esame.
Infine, abbiamo valutato la prevalenza di patologie croniche registrate nei pazienti in cui è stato riscontrato un eGFR<60 ml/min, con un rilievo di prevalenza di ipertensione arteriosa dell’88% e di diabete mellito del 36.6%.
Conclusioni: Dai nostri risultati è evidente che i MMG devono implementare la prescrizione del dosaggio della creatininemia, soprattutto nei soggetti più a rischio di MRC, utilizzare la formula CKD-EPI per determinare l’eGFR, gestire la terapia farmacologica sulla base della funzione renale, attuare le misure preventive e terapeutiche per la progressione della MRC e collaborare con lo specialista nefrologo nella gestione delle forme più complesse ed avanzate di MRC. Nella seconda fase del nostro studio, in cui prevediamo di ampliare la coorte di pazienti con l’arruolamento di altri MMG prenderemo in considerazione i rapporti tra MRC e terapie farmacologiche assunte, il rischio di sviluppare eventi di vario tipo tra pazienti con diagnosi di MRC preesistente versus quelli con diagnosi accertata solo dopo controllo dell’eGFR
Bibliografia:
