Autori: Laura Pieracci (1), Maura Ravera (1), Gian Marco Rosa (2), Sonia Marre (1), Daniela Picciotto (1) ed Ernesto Paoletti (1)
Affiliazioni: Clinica Nefrologica, Dialisi e Trapianto, Università di Genova, Ospedale Policlinico San Martino, Genova (1), Clinica Cardiologica, Università di Genova (2)
INTRODUZIONE
Sebbene l’insufficienza cardiaca rappresenti la patologia cardiovascolare (CV) più frequentemente associata a outcome clinico sfavorevole nei pazienti con malattia renale cronica, la funzione sistolica del ventricolo sinistro (VS) è tipicamente preservata in questi soggetti. Scopo del nostro studio è stato quindi valutare un indice precoce di disfunzione sistolica, lo stress globale longitudinale (GLS) del ventricolo sinistro, in pazienti con vari gradi di compromissione della funzione renale, inclusi i trapiantati di rene, alla luce di recenti osservazioni che dimostrano l’accuratezza di tale indice come predittore di outcome CV sfavorevole.
METODI
Il GLS è stato determinato con ecocardiografia “speckle tracking”. Il GLS misura l’entità percentuale della deformazione del VS che avviene in sistole, espressa in termini di rapporto negativo tra modificazione massimale della lunghezza longitudinale del VS rispetto alla lunghezza iniziale. Valori progressivamente meno negativi riflettono una compromissione, precoce e subclinica, più severa. Nel nostro studio tale parametro è stato misurato in 61 pazienti con vari gradi di compromissione renale [20 pazienti con malattia renale cronica (CKD), stadio 3-4; 16 pazienti con ESRD in trattamento sostitutivo emodialitico (ED); 25 pazienti trapiantati di rene (Tx), e in 111 soggetti sani che hanno costituito il gruppo di controllo. Sia i pazienti con malattia renale sia i controlli avevano una frazione di eiezione del ventricolo sinistro normale (FE > 55 %), valutata con ecocardiografia standard. In ogni paziente sono stati inoltre analizzati gli indici di funzione renale, la pressione arteriosa, le varie classi di farmaci adottati, in particolare i beta-bloccanti e gli antagonisti del sistema renina-angiotensina-aldosterone, la presenza di diabete, e l’evenienza di pregressi eventi CV maggiori. Sono stati esclusi pazienti con fibrillazione atriale cronica e quanti avevano presentato eventi clinici maggiori negli ultimi sei mesi.
RISULTATI
Nei pazienti affetti da malattia renale cronica, inclusi i trapiantati di rene, il GLS era meno negativo, e quindi più alterato, rispetto ai controlli indipendentemente dallo stadio di malattia renale (p<0.0001, ANOVA). Non si osservavano inoltre differenze tra i pazienti con CKD, ED e Tx. Il GLS alterato era direttamente associato con l’età, la massa ventricolare sinistra, la pressione arteriosa sistolica, la frazione di eiezione del ventricolo sinistro valutata con metodica standard, la frazione di accorciamento centroparietale del VS e la presenza di malattia renale indipendentemente dallo stadio (p<0.005, analisi di regressione lineare). Nell’analisi multivariata, solo la condizione di malattia renale risultava significativamente associata a GLS patologico (P=0.0018), in accordo con un modello che spiega addirittura il 35% della variabilità totale di tale parametro.
CONCLUSIONI
Il nostro studio, che per primo ha valutato il GLS in tutti i differenti stadi di malattia renale cronica, dimostra che la condizione di malato renale, indipendentemente dalla sua severità, si associa ad alterazione precoce e subclinica della funzione sistolica del ventricolo sinistro che permane anche dopo l’inizio della dialisi e non si modifica malgrado un trapianto di rene funzionante. E’ plausibile che tale alterazione possa in qualche modo spiegare l’elevata incidenza di morbilità e mortalità CV che si osserva nel paziente con malattia renale cronica in tutti i suoi stadi e anche dopo trapianto.
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