Autori: F. Cerroni, M.L. Broccoli, C.Savignani, F.Faraglia, M.Aleandri, P.Peverini, A.Favarò, W.D. Valentini.
Affiliazioni: UOC Nefrologia e Dialisi ASL Rieti P.O. San Camillo de Lellis

Introduzione: la Crush Syndrome è una condizione clinica severa caratterizzata da ischemia/riperfusione che si instaura in seguito alla compressione lenta e prolungata di uno o più arti e al consequenziale interessamento del sistema cardiovascolare renale. E’ anche secondaria ad eventi ambientali catastrofici, quali i terremoti, costituendo un rilevante problema organizzativo sanitario, in quanto seconda causa di mortalità disastro-relata.
Le complicanze sistemiche sono: IRA, inibizione performance cardiaca ed aritmia, stato infiammatorio sistemico analogo alla sepsi, shock, sofferenza epatica e neurologica, MOF.
Determinante è la tempestività di intervento sul paziente (pz) nella sua complessità clinica ,e la riduzione della mioglobina al fine di prevenire il danno sistemico.
Presentiamo l’esperienza del nostro Centro.
Materiali e metodi: dei 260 pz afferiti al DEA del P.O. di Rieti, in seguito al sisma del 24 Agosto 2016, 15 presentavano politrauma da schiacciamento; di questi, 12 sono stati sottoposti alla sola terapia medica: infusione di liquidi ed albumina. Gli altri 3, i più critici (pz 1; pz 2; pz 3), per il prolungato stazionamento sotto le macerie (tra 12 e 15 ore), presentavano IRA, acidosi metabolica, iperkaliemia, ipoalbuminemia, incremento degli indici di miocitolisi (Mioglobina, CPK, LDH), Hct elevato, insufficienza epatica, oligo-anuria. Dei 3, 2 (pz 2 e pz 3) venivano sottoposti anche a fasciotomia e tutti venivano comunque trattati con CRRT.

In 3° giornata, per persistenza di anuria e di elevati livelli di Mb ( pz 1: 3351 ng/ml; pz 2: 8961 ng/ml; pz 3: 17456 ng/ml) è stata utilizzata cartuccia Cytosorb in coppia con filtro ad alto cut-off in CRRT, per cicli di 24 ore, con l’obiettivo di rimuovere la Mb cercando di impedire il danno tossico renale diretto da deposito. Il numero di cicli per paziente è stato stabilito in base alla riduzione di Mb, fino all’omeostasi. Nei 2 casi più critici, l’entità della riduzione della Mb, è stata valutata con dosaggi di Mb pre e post Cytosorb.Al contempo, visto lo stato ipercatabolico, è stato necessario somministrare dosi elevate di albumina.
Risultati: nel Pz 1 la Mb è passata da 3.351 a 1.611ng/ml in 34h (RR≈52%). Nel Pz 2 la Mb si è ridotta da 8.961 a 982 ng/ml (RR≈89%) in 48h. Nel Pz 3, il più critico, per il continuo rilascio di Mb a causa del danno prolungato durato 15h, la stabilizzazione della Mb è avvenuta in 5 giorni, diminuendo da 17.456 a 1.040 ng/ml (RR≈94%). La rimozione è stata tanto più efficiente quanto più elevati erano i livelli iniziali di Mb. In tutti i pazienti, la Mb si è poi gradualmente normalizzata. Pertanto è stato interrotto il trattamento con Cytosorb e proseguita dialisi intermittente. Contestualmente si è ottenuta riduzione del CPK. Tutto ciò ha permesso ripresa della diuresi, con completa normalizzazione della funzionalità renale.

Conclusioni: con la nostra esperienza possiamo affermare che il trattamento CRRT associato a cartuccia Cytosorb sembra permettere un più rapido miglioramento della MOF conseguente a Crush Sindrome.
Bibliografia:
Recomandatios for the Management of Crush Victims in Mass Disasters
Mehmet Sukru Sever; Raymond Vanholder
the RDRTF of ISN Work Group on Recommendations for the Management of Crush Victims in Mass Disasters,
Nephrology Dialysis Transplantation, vol. 27, Issue Suppl – 1 April 2012, pg. 1-67
Alluvione di Messina 2009: ngal in due pazienti con Crusch Syndrome
V. Donato, A. Noto, A.Lacquaniti, A. Versaci,M.Giardina,D.Bolignano,F.Spinelli,A.David,M.Buemi.
TN&D anno XXII pg 1-4
