Autori: Gianmarco Lombardi (1), Pietro Manuel Ferraro (2), Nicola Panocchia (3), Giovanni Gambaro (4)
Affiliazioni: (1) Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia, (2) Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia,(3) Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia,(4) Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia
Introduzione
Il danno renale acuto (AKI) è una sindrome clinica caratterizzata da una rapida riduzione della funzione renale. È una malattia associata ad elevate morbidità e mortalità. Questo studio si focalizza sull’epidemiologia del danno renale acuto nella popolazione ricoverata in un centro ospedaliero di terzo livello descrivendone l’incidenza, le caratteristiche, i fattori di rischio, le comorbidità e gli outcomes alla luce delle definizioni più recenti di AKI.
Metodi
Abbiamo eseguito uno studio osservazionale retrospettivo monocentrico sulla popolazione afferente il Policlinico “A. Gemelli” tra il primo Gennaio 2010 e il 31 Dicembre 2014. Nella raccolta dati e nelle analisi sono stati inclusi solo pazienti ≥ 18 anni, considerati al primo ricovero ospedaliero, durante il periodo di interesse.
Gli outcomes considerati nello studio sono stati: la nuova comparsa di malattia renale cronica (CKD), la durata del ricovero ospedaliero (LOS), la mortalità intraospedaliera e il rischio di nuovo ricovero. Nei modelli sviluppati sono state considerate come covariate: età, sesso, CKD, Charlson Deyo score, diabete, stadio di AKI ed i codici diagnostici ICD 9 CM per le diagnosi di dimissione principale e secondaria. La presenza e la severità del danno renale acuto è stata stabilita valutando la variazione assoluta e relativa della creatininemia durante il ricovero. In accordo alle recenti linee guida KDIGO abbiamo classificato i pazienti secondo lo stadio peggiore raggiunto durante il ricovero.
L’analisi di regressione di Cox è stata utilizzata per valutare l’associazione tra AKI e sviluppo di CKD, mortalità intraospedaliera e rischio di nuovo ricovero calcolando l’ hazard ratio (HR) aggiustato per ogni covariata. L’associazione tra AKI e LOS è stata esaminata usando il modello di regressione di Poisson.
Risultati
Nel periodo di studio 107,402 pazienti adulti sono stati ricoverati. AKI si è verificata nel 13.5 % di tutti i ricoveri. Dall’analisi statistica è risultato che anche lievi variazioni dei valori di creatinina sierica erano associate ad un aumento del rischio di sviluppo di CKD (AKI stadio I HR 3.75, 95% CI 3.25, 4.33, AKI stadio II HR 4.16, 95% CI 3.46, 4.99, AKI stadio III HR 6.00, 95% CI 5.04, 7.15) (Tabella 1), incremento del LOS (AKI stadio I RR 1.58, 95% CI 1.56, 1.60, AKI stadio II RR 1.64, 95% CI 1.60, 1.68, AKI stadio III RR 1.82, 95% CI 1.77, 1.87) (Tabella 2), aumento del rischio di morte intraospedaliera (AKI stadio I HR 2.82, 95% CI 2.57, 3.09, AKI stadio II HR 3.62, 95% CI 3.19, 4.11, AKI stadio III HR 3.19, 95% CI 2.75, 3.71) (Tabella 3) anche dopo aggiustamento per tutte le covariate considerate. L’AKI stadio III si associa ad un aumento del rischio di nuovo ricovero ospedaliero (HR 1.16, 95% CI 1.07, 1.27 ) (Tabella 4).
Conclusioni
Anche in questa casistica l’AKI è associato con un significativo incremento nel rischio di CKD, LOS e mortalità intraospedaliera. Gli outcomes considerati nelle analisi sono direttamente correlati all’entità del danno renale. I nostri risultati suggeriscono inoltre che i quadri più gravi di AKI sono associati ad un aumento del rischio di nuovo ricovero ospedaliero.



Bibliografia:
