Autori: Aquino B, La Russa A, Lofaro D, Perri A, Bonofiglio M, Vizza D, Lupinacci S, Toteda G, Gigliotti P, Leone F, Bonofiglio R.
Affiliazioni: Centro di Ricerca Rene e Trapianto, U.O.C Nefrologia e Dialisi abilitata al Trapianto, A.O. Cosenza
INTRODUZIONE. La prevalenza del deterioramento cognitivo (CI) nei pazienti con insufficienza renale cronica è circa 3 volte superiore rispetto alla popolazione generale e si assesta tra il 30 e l’80% nei pazienti in trattamento dialitico.
Nella popolazione dialitica, il CI si associa a minore compliance, bassa qualità di vita, con conseguente aumento del rischio di morbidità, ospedalizzazioni e mortalità.
I meccanismi patofisiologici che causano CI in dialisi sono multifattoriali, ma ancora non chiaramente compresi. Le potenziali cause includono: comorbidità vascolari, fattori associati all’uremia e alla terapia dialitica (stress ossidativo, scambio di fluidi, abbassamento del flusso sanguigno cerebrale).
L’Apolipoproteina E (ApoE) è un importante costituente delle lipoproteine plasmatiche. ApoE è presente in tre isoforme (ApoE2, ApoE3 e ApoE4) con differenti caratteristiche funzionali. Tra queste l’isoforma ApoE4 favorisce l’accumulo di β-amiloide, rallenta l’eliminazione delle lipoproteine, con un conseguente aumento del tassi di colesterolo plasmatici.
A livello cerebrale l’ApoE sembra essere coinvolta nella riparazione dei danni neuronali e ApoE4 è coinvolta nel rischio di Alzheimer. A oggi, nessuna evidenza sul possibile ruolo di ApoE e il CI in dialisi è nota.
Obiettivo del nostro studio era, pertanto, valutare l’associazione tra il CI e le isoforme del gene ApoE in una coorte di pazienti in dialisi.
METODI. Il CI è stato valutato su una coorte di pazienti in trattamento dialitico esenti da malattia neurologica conclamata. Per la determinazione del CI globale, abbiamo utilizzato il Montreal Cognitive Assessment (MoCA), che presenta livelli alti di sensibilità e specificità nel rilevare il CI lieve. Il CI è stato definito come un punteggio al MoCA ≤ 24. Il Trail Making Test (TMT A-B) è stato utilizzato per la valutazione delle funzioni esecutive (FE) e della flessibilità mentale. In questo test viene misurato il numero di secondi impiegato per completare il compito. I punteggi più bassi indicano una migliore funzione cognitiva.
I polimorfismi del gene ApoE sono stati analizzati dopo estrazione del DNA genomico attraverso: Polymerase Chain Reaction (PCR), Digestione enzimatica ed Elettroforesi su gel di Poliacrilamide.
RISULTATI. Abbiamo arruolato 41 pazienti (29/12 M/F), con età 59,8 ± 12,3 (28 HD, 13 PD). L’82,9% dei pazienti presentava CI al MoCA, mentre il 30% mostrava un deficit delle FE al TMT. Non c’erano differenze significative nei test tra i pazienti in HD e PD. Il 19,5% dei pazienti presentava la variante ApoE4. Non si rilevavano differenze significative al MoCA tra i pazienti con e senza la variante E4. Per quanto riguarda la prestazione al TMT, il 62,5% dei pazienti con ApoE4 mostrava decadimento delle FE contro il 18,2% dei pazienti con ApoE2-3 (p=0.03). Inoltre, i pazienti con deficit delle FE mostravano livelli significativamente più bassi di Albuminemia (p=0.02) e più alti di PCR (p=0.04). Nessuna differenza nei livelli sierici di lipidi si riscontrava in relazione alle varianti di ApoE.
CONCLUSIONI. In conclusione, i nostri risultati suggeriscono che il gene ApoE non sia associato al CI globale
in dialisi, ma solo con i deficit delle FE. Poiché la compromissione delle FE è tipicamente riscontrata nelle demenze di origine vascolare, i nostri risultati evidenziano che i fattori patofisiologici del CI nei pazienti in dialisi siano principalmente di natura aterosclerotica.


Bibliografia:
