PO239 – SVILUPPO DI METODI NON INVASIVI PER LA DIAGNOSI PRECOCE DI RIGETTO ACUTO DEL RENE TRAPIANTATO: RUOLO DELLE TECNICHE DI IMAGING RADIOLOGICO E DI NUOVI BIOMARKERS URINARI

Autori: Marta Mora (1), Marco Quaglia (1), Claudio Musetti (1), Gabriele Guglielmetti (1), Vincenzo Cantaluppi (1).
Affiliazioni:  (1) Reparto di Nefrologia e Trapianto renale, Dipartimento di Medicina Traslazionale, Università del Piemonte Orientale, Ospedale “Maggiore della Carità”, Corso Mazzini, 18, 28100 Novara, Italia.

Introduzione: attualmente la biopsia renale percutanea rappresenta il gold standard per la diagnosi di rigetto acuto (RA), tuttavia è una tecnica invasiva che può esporre il paziente a possibili complicanze. L’impiego di tecniche diagnostiche non invasive quali la Scintigrafia renale, l’Ecocolordoppler e l’Elastosonografia come strumenti di diagnosi precoce di RA ha fino ad ora fornito dati discordanti. Più recentemente l’attenzione della letteratura si è focalizzata sulla ricerca di nuovi biomarkers di danno renale acuto. In particolare questo studio ha indagato le possibilità diagnostiche e di utilizzo nella pratica clinica di due biomarcatori, quali l’NGAL (Neutrophil Gelatinase-Associated Lipocalin, proteina plasmatica ed urinaria) e le microvescicole urinarie (uMVs) nell’ambito del RA del rene trapiantato.

Scopo del lavoro: valutazione della correlazione di potenziali marcatori strumentali e laboratoristici (Strain Ratio -SR-, Indice di Resistenza Intrarenale -IR-, Indice di Hilson -HI-, concentrazione plasmatica e urinaria di NGAL -pNGAL e uNGAL-, dimensioni e concentrazione di Microvescicole urinarie -uMVs-) con la presenza di rigetto acuto (RA) istologicamente dimostrato, il tipo di RA (anticorpo-mediato -ABMR- versus cellulo-mediato -TCMR-) e le specifiche lesioni istologiche (secondo la classificazione di Banff 2013).

Casistica e Metodi: il campione, costituito da 84 pazienti portatori di trapianto renale (Novembre 2014-Maggio 2016) e sottoposti a biopsia renale (98 biopsie) è stato suddiviso in 4 sottogruppi sulla base dei marcatori misurati: 28 pazienti hanno eseguito l’Elastosonografia (misurando SR), 78 hanno eseguito Ecocolordoppler (IR intraparenchimale), 34 Scintigrafia renale (HI), 38 la determinazione di pNGAL e uNGAL e delle uMVs. I quadri istologici sono stati descritti secondo la classificazione di Banff 2013.

Risultati: il confronto tra biopsie con RA versus altre diagnosi globalmente considerate evidenzia livelli di HI (p=0.12), pNGAL (p < 0.001), uNGAL (p=0.0049), uNGAL/uCr (p < 0.001) e uMVs (p < 0.001) superiori nei pazienti con RA. L’analisi della sensibilità e specificità (AUROC) evidenzia un’elevata affidabilità di uMVs e uNGAL/uCr (AUC 0.90 e 0.83 rispettivamente) per la diagnosi di RA, una performance accettabile ma non ottimale per pNGAL e HI (AUC 0.69 per entrambi) e inadeguata per uNGAL, SR e IR. Il confronto tra RA vs altre lesioni acute, come la tossicità da CNI e ATN, evidenzia livelli di uNGAL/uCr e uMVs più elevati nei casi di RA. L’analisi dell’associazione tra biomarkers e singole lesioni istologiche secondo la classificazione di Banff 2013 considerate in maniera dicotomica (presenza/assenza di alterazione), evidenzia come HI, pNGAL, uNGAL, uNGAL/uCr e uMVs siano più elevati in presenza di lesione. Considerando le lesioni istologiche tipiche dell’ABMR (g+ptc) versus quelle del TCMR (t+i), uNGAL, uNGAL/uCr e la contrazione delle uMVs assumono valori più elevati nell’ABMR rispetto a quelli assunti nei casi di TCMR.

Discussione e conclusioni: l’analisi dei marcatori strumentali ha evidenziato una sostanziale inaffidabilità di SR e IR mentre l’HI presenta un discreto profilo di sensibilità e specificità (per HI ≥ 301, sensibilità=72.73% e specificità =73.08%) per la diagnosi di RA. L’analisi dei biomarcatori ha evidenziato livelli di uNGAL e pNGAL significativamente più elevati nei casi di RA e la normalizzazione dell’uNGAL per la creatininuria (uNGAL/uCr) ha reso questo marcatore molto accurato nel predire la presenza di RA (sensibilità 100%, specificità 78%). Inoltre i livelli di uNGAL/uCr sembrano consentire una diagnosi differenziale tra RA, nefrotossicità acuta da inibitori delle calcineurine (CNI) e necrosi tubulare acuta (ATN). Infine la concentrazione delle uMVs appare in grado di differenziare i quadri di RA rispetto alle altre diagnosi istologiche, con un’accuratezza ideale (AUC pari a 0.9). In conclusione, uNGAL, uNGAL/uCr, pNGAL e la concentrazione delle uMVs potrebbero consentire una diagnosi precoce di RA, riducendo eventualmente il ricorso alla biopsia renale. Una nuova frontiera per la diagnosi di RA e di altri quadri patologici nel trapianto renale è rappresentata dalla caratterizzazione del contenuto genico e proteico delle uMVs, che rappresentano un importante mezzo di comunicazione inter-cellulare. L’individuazione dell’espressione di diversi profili di microRNA nelle uMVs potrebbe fornire informazioni per la diagnosi di RA.velli di uNGAL/uCr sembrano consentire una diagnosi differenziale tra RA, nefrotossicità acuta da inibitori delle calcineurine (CNI) e necrosi tubulare acuta (ATN). Infine la concentrazione delle uMVs appare in grado di differenziare i quadri di RA rispetto alle altre diagnosi istologiche, con un’accuratezza ideale (AUC pari a 0.9). In conclusione, uNGAL, uNGAL/uCr, pNGAL e la concentrazione delle uMVs potrebbero consentire una diagnosi precoce di RA, riducendo eventualmente il ricorso alla biopsia renale. Una nuova frontiera per la diagnosi di RA e di altri quadri patologici nel trapianto renale è rappresentata dalla caratterizzazione del contenuto genico e proteico delle uMVs, che rappresentano un importante mezzo di comunicazione inter-cellulare. L’individuazione dell’espressione di diversi profili di microRNA nelle uMVs potrebbe fornire informazioni per la diagnosi di RA.

Bibliografia:

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