Autori: 1Vizza D, 2Lappano R, 1Perri A, 1Toteda G, 1Lupinacci S, 2Sebastiani A,2Maggiolini M, 1Gigliotti P, 1Leone F, 1La Russa A, 1Lofaro D, 1Bonofiglio R.
Affiliazioni: 1Centro di Ricerca “Rene e Trapianto” – UOC Nefrologia e Dialisi abilitata al Trapianto, AO Cosenza; 2Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, Università della Calabria, Rende (Cs).
INTRODUZIONE: Il danno da ischemia riperfusione (IRI) rappresenta una tra le principali cause di danno renale acuto sia nei reni nativi che nei reni trapiantati. Una alterazione dell’omeostasi del sistema immunitario, risultante dalla complessa interazione tra cellule vascolari endoteliali, epiteliali tubulari e leucociti, è stata implicata nella patogenesi dell’IRI, tuttavia i meccanismi fisiopatologici coinvolti non sono stati ancora completamente chiariti. Studi in vitro ed in vivo hanno evidenziato che gli estrogeni riducono il danno indotto dall’IRI sulla membrana glomerulare attraverso il nuovo recettore estrogenico accoppiato a proteine G denominato GPER. Nostri precedenti studi hanno dimostrato che l’attivazione di GPER indotta dagli estrogeni in cellule tumorali stimola l’espressione del fattore trascrizionale indotto dall’ipossia HIF1α e del fattore di crescita dell’endotelio vascolare VEGF. E’ stato di recente dimostrato che in cellule neuronali, per vari aspetti fisiologicamente analoghe alle cellule renali, HIF1α è un gene target dell’asse NGF/TrKA/p75NTR. Sulla base di tali evidenze sperimentali e considerato che nelle cellule tubulari renali HK2 l’attivazione del suddetto asse promuove eventi pro-apoptotici e fibrotici come da noi precedentemente dimostrato, scopo del presente lavoro è stato quello di valutare il potenziale contributo di GPER, HIF1α e dell’asse NGF/TrKA/p75NTR nel danno ipossico tubulare.
METODOLOGIA: Cellule del tubulo prossimale renale HK2; MTT-assay; western blot (WB); real-time-PCR; trasfezioni transienti di geni reporter coniugati a luciferasi; immunofluorescenza (IF).
RISULTATI: I nostri risultati preliminari evidenziano elevati livelli di espressione di GPER, HIF1α e VEGF nelle cellule HK2. Saggi di MTT condotti su cellule HK2 trattate per 8-18-24-48 h con dosi crescenti dell’ipossico mimetico cloruro di cobalto (CoCl2, 25-50-100 µM) mostrano che il danno ipossico non riduce la vitalità cellulare (Fig.1). Tuttavia, l’esposizione per 18 h a dosi crescenti di CoCl2 induce un aumento dell’mRNA dei recettori di TrKA e p75NTR, di GPER e VEGF (Fig.2). Inoltre, saggi di trasfezioni transienti nelle cellule HK2 mostrano che CoCl2 induce un aumento dell’attività luciferasica di un gene reporter contenente la sequenza del promotore di GPER (Fig.3). A conferma dei suddetti risultati, il trattamento per 18 h con CoCl2 aumenta i livelli proteici di HIF1α e di GPER in maniera più marcata alla dose di 100µM (Fig.4). Alla stessa dose, l’IF rileva un aumento dell’espressione di VEGF (Fig. 5).
CONCLUSIONI: I risultati preliminari del presente lavoro suggeriscono che il danno ipossico acuto è in grado di modulare l’espressione sia di GPER, HIF1α e VEGF che di TrKA/p75NTR. Successivi studi permetteranno di verificare l’esistenza di un cross-talk funzionale tra HIF/GPER e l’asse-NGF in grado di svolgere importanti azioni biologiche nel danno ipossico acuto e/o cronico.


Bibliografia:
