PO108 – INDICE DI RESISTENZA RENALE NELL’ INFARTO MIOCARDICO ACUTO STEMI E NSTEMI, ASSOCIAZIONI CON MARKERS METABOLICI, INFIAMMATORI E DI ATEROSCLEROSI.

Autori: S.Lai, B.Asllanaj, A Perrotta, M.Mangiulli, R.Iorio, F.Barillà, A.Mariotti.
Affiliazioni:  Dipartimento di Medicina Clinica, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità mediche, Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie, Nefrologiche, Anestesiologiche e Geriatriche, Sapienza Università di Roma, Italia. Specialistläkare, Falu Lasarett, Falun, Svezia, Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale A. Perrino di Brindisi. Gruppo di Studio SIN di Nefrologia Geriatrica

INTRODUZIONE
La malattia coronarica nel mondo rappresenta una delle principali cause di morte, in particolare nei pazienti affetti da malattia renale cronica (MRC), patologia con una prevalenza mondiale tra l’8 e il 16% e con una elevata morbilità e mortalità cardiovascolare. I pazienti con malattia coronarica ischemica, vengono suddivisi in STEMI (ST elevation Myocardial Infarction) se è presente un sopraslivellamento del tratto ST in due derivazioni contigue del tracciato ECG, oppure NSTEMI se non presentano un sopraslivellamento del tratto ST. Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’utilizzo dell’Indice di Resistenza Renale (IRR) come marker di rischio cardiovascolare in pazienti affetti da infarto miocardico acuto STEMI e NSTEMI ed eventuali associazioni con parametri di funzione renale, indici metabolici, infiammatori e di aterosclerosi.


MATERIALI E METODI
40 pazienti (34 maschi e 6 femmine) con un’età media di 59,47 ± 10,95, con Infarto miocardico acuto STEMI e NSTEMI sono stati arruolati, ed è stata effettuata una valutazione della funzione renale (estimated glomerular Filtration Rate, eGFR), del metabolismo minerale e di alcuni indici infiammatori (proteina C-reattiva, PCR) e metabolici (homeostatic model assessment, HOMA-IR). Inoltre è stata effettuata una valutazione di alcuni markers di aterosclerosi (Intima Media Thickness, IMT), Ankle-Brachial Pressure Index (ABPI) e IRR).
RISULTATI
Nel nostro studio abbiamo riscontrato una correlazione negativa statisticamente significativa, tra l’IRR e l’eGFR (r = -0.47; p= 0.0282), ed una correlazione positiva statisticamente significativa, tra l’IRR e la PCR (r = 0.539; p = 0.042), mentre una correlazione positiva ai limiti della significatività statistica è stata riscontrata tra l’IRR e l’IMT (r = 0.415; p- = 0.098).
CONCLUSIONI
L’indice di resistenza renale (IRR) è una misura emodinamica che riflette sia la resistenza che la compliance arteriolare del letto vascolare preso in esame, infatti è considerato uno dei parametri più sensibili delle alterazioni del flusso plasmatico renale ed un indice sistemico di disfunzione endoteliale. Dai risultati del nostro studio, l’IRR sembra essere un utile marker di rischio cardiovascolare, correlando con l’infiammazione che presenta un ruolo chiave nell’aterosclerosi, in particolare nella MRC. Inoltre la correlazione positiva, ritrovata nel nostro studio tra l’IRR e la eGFR, suggerisce l’utilizzo del primo come un marker integrativo, per poter meglio valutare la progressione della MRC nei pazienti coronaropatici. Infatti l’IRR è considerato un parametro molto sensibile ad eventuali alterazioni del microcircolo renale, inoltre è facilmente ripetibile e riproducibile, non invasivo ed a basso costo. Pertanto suggeriamo una valutazione dell’IRR nei pazienti affetti da MRC per poter meglio stratificare il rischio cardiovascolare.

 

Bibliografia:
1) Inflammation, Atherosclerosis, and Coronary Artery Disease Göran K. Hansson, M.D., Ph.D. Review Article. N Engl J Med 2005;352:1685-95
2) Third universal definition of myocardial infarction. European Heart Journal (2012) 33, 2551-2567.
3) Parolini C, Noce A, Staffolani E, Giarrizzo GF, Costanzi S, Splendiani G (2009) Renal resistive index and long-term outcome in chronic nephropathies. Radiology 252:888–896
4) Hashimoto J, Ito S (2011) Central pulse pressure and aortic stiffness determine renal hemodynamics:Pathophysiological implication for microalbuminuria in hypertension. Hypertension 58:839–846

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