Autori: Cupisti A, D’Alessandro C, Barsotti M, Tassi S, Egidi MF.
Affiliazioni: Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa, Pisa
Introduzione: La sedentarietà e una ridotta capacità fisica sono aspetti che si associano a maggiori rischio di morbidità, mortalità e malnutrizione e disabilità nelle malattie croniche, inclusa l’insufficienza renale.
La valutazione del livello di attività fisica e delle capacità funzionali è essenziale per un più completo inquadramento clinico dei pazienti con CKD, al fine di un intervento mirato per ridurre il rischio di decadimento dello stato nutrizionale e funzionale.
Metodi: In questo studio abbiamo valutato l’attività fisica e la capacità di performance in 112 pazienti maschi di età compresa tra 34 e 86 anni affetti da CKD 3-5ND (eGFR: 33±13 ml/min*1.73) seguiti presso l’ambulatorio nefrologico. Sono stati esclusi pazienti con disabilità fisiche o neurologiche, patologie neuromuscolari, con amputazioni a carico di arti inferiori e/o superiori, patologie infettive o acute o con insufficienza cardiaca o respiratoria grave
In tutti i pazienti sono stati acquisiti dati antropometrici, ematochimici, urinari, di stato nutrizionale e di composizione corporea mediante Bioimpedenziometria monofrequenza. A tutti sono stati somministrati i seguenti test per la valutazione della capacità e performance fisica: Six Minute walking test (6 MWT), Sit to Stand 30” (STS30”), Dinamometria (Hand Grip, HG). L’attività fisica abituale è stata valutata mediante il Sensewear Arm band (SWA), indossato per 3 giorni. Abbiamo poi messo a confronto i pazienti con CKD 4-5 (n.51, età 71.2±10.5) e CKD 3 (n.61, età 68.1±12.0) per i diversi parametri studiati.
Risultati: Per il STS30” il numero di ripetizioni è risultato inferiore all’atteso nell’87.4%, mentre il numero di metri percorsi al 6MWT, ed il numero di passi giornalieri rilevati mediante SWA sono risultati inferiori ai livelli attesi in tutti i soggetti studiati.
La forza muscolare misurata con l’HG risultata inferiore ai livelli attesi per entrambi gli arti nel 49.5 % dei pazienti con CKD 3 e nel 65% dei pazienti con CKD 4-5. La performance al 6MWT era in media il 52.4% inferiore all’atteso (stimato mediante la formula di Gibbson WJ et al. 2001) nei CKD 4-5 e il 47.5% nei CKD 3. Il numero medio di passi misurati con il SWA era inferiore nei CKD 4-5 rispetto ai CKD 3 ma non in maniera staticamente significativa (5086±3828 vs 6790±3060 passi).

Conclusioni: Complessivamente si evidenzia una prevalenza molto elevata di scarsa performance fisica e stile di vita sedentario nella popolazione studiata di pazienti maschi con insufficienza renale cronica stadio 3-5ND.
L’applicazione di test di semplice esecuzione nella pratica clinica quotidiana rappresenta non solo uno strumento di valutazione ma anche una base di partenza per l’implementazione di protocolli di attività fisica semplici e personalizzati. L’incentivazione ad una regolare attività fisica unitamente ad un corretto approccio dietetico possono rappresentare un supporto fondamentale nella gestione clinica della CKD per il mantenimento di un buon stato di nutrizione, delle capacità funzionali e quindi dell’autonomia e della qualità di vita del nefropatico cronico
Bibliografia:
