PO095 – STUDIO PINKSA: EFFETTI DEL SALE ROSA DELL’HIMALAYA NELL’INSUFFICIENZA RENALE CRONICA

Autori: 1Presta P, 1Bonofiglio M, 1Aquino B, 1Lofaro D, 1Gigliotti P, 1Talarico R, 1Leone F, 1Settino MG, 1Greco R, 1Armentano F, 2La Russa D, 2Pellegrino D, 1Perri A, 1Vizza D, 1Lupinacci S, 1Toteda G, 1La Russa A, 1Bonofiglio R
Affiliazioni:  1Centro di Ricerca “Rene e Trapianto” – UOC Nefrologia e Dialisi abilitata al Trapianto, AO Cosenza; 2Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra – DiBEST , Università della Calabria, Cosenza.

INTRODUZIONE
Il sale rosa dell’Himalaya, da qualche anno molto usato in cucina al posto del comune sale da cucina, è un sale puro che viene estratto a mano nelle miniere del Pakistan. È costitutio per l’85% da cloruro di sodio (NaCl) e per il 15% da 84 oligoelementi tra cui il ferro che gli conferisce il colore rosa, litio, calcio, magnesio, zinco, iodio, ecc [1]. Innumerevoli sono i benefici che gli sono stati attribuiti. Si è ipotizzato che per il minore contenuto di NaCl possa essere associato a più bassi valori pressori. Effettivamente un kilogrammo di sale marino che è formato per il 95-97% da cloruro di sodio, contiene 17.000 mEq di sodio mentre 1 kg di sale rosa ne contiene 14.450 mEq. Pur contenendo meno sodio, il sale rosa garantisce la stessa sapidità del sale da cucina. Inoltre la presenza di selenio e zinco, a potere antiossidante, potrebbe essere responsabile degli effetti antiossidanti che gli sono stati attribuiti [2]. Naturalmente ricco di iodio, non è necessario che lo stesso sia aggiunto industrialmente sebbene presente in quantità minore rispetto al sale iodato. Un limite nel suo utilizzo nell’IRC potrebbe essere la presenza del potassio. Siccome non ci sono studi in letteratura sull’argomento, abbiamo condotto uno studio prospettico randomizzato per valutare gli effetti del sale rosa nei pazienti con insufficienza renale cronica (IRC).

METODI
Abbiamo selezionato 30 pazienti maschi, fra i 18 e i 75 anni con IRC 3-4 stadio KDOQI e ipertensione in terapia. Li abbiamo randomizzati ad una dieta iposodica (4 grammi di sale) con sale rosa o comune sale da tavola. Li abbiamo sottoposti al tempo 0 e a 3 e 6 mesi dall’arruolamento a misurazione della pressione arteriosa, esami ematochimici, misurazioni antropometriche, bioimpedenziometria (BIA) per la valutazione della distribuzione di liquidi corporei, massa magra e massa grassa, Test Qualcibo per la valutazione della qualità della vita in relazione al cibo, Montreal Cognitive Assessment Test (MoCA) e Mini-Mental State Examination (MMSE) per valutare lo stato cognitivo, dROM per valutare lo status pro-ossidante, BAP test per valutare lo status antiossidante, scala da 1 a 7 per la valutazione della sapidità e della sete. I risultati sono forniti come media ± deviazione standard.

RISULTATI
L’analisi dei dati di tutti i pazienti al tempo 0 evidenziava una correlazione lineare statisticamente significativa fra lo stato di iperidratazione (oh) riscontrato alla BIA ed il punteggio MoCA (p=0.036, r_pearson=0.54), fra i valori di bicarbonatemia e i punteggi MoCA (p=0.008, r_pearson=-0.70) e MMSE (p=0.012, r_pearson=-0.67). nessuna differenza statisticamente significativa è stata riscontrata nei restanti parametri ematochimi, bioimpedenziometri e antropometrici analizzati.

CONCLUSIONI
Il sale rosa dell’Himalaya è un sale molto utilizzato negli ultimi anni anche dai pazienti affetti da IRC. Il nostro studio per la prima volta dimostra che, sebbene non alteri i livelli di potassiemia, il suo uso al posto del comune sale da cucina non offre particolari vantaggi soprattutto se si considera il costo più elevato e il minore contenuto di iodio.
Lo stato cognitivo dei pazienti con IRC è influenzato dallo stato di idratazione e dai valori di bicarbonatemia.

 

Bibliografia:
1.Muller, Marie-France. “Colloidal Minerals and Trace Elements: How to Restore the Body’s Natural Vitality.” Rochester, VT: Healing Arts, 2005
2.Ananda S. Prasad. Zinc is an Antioxidant and Anti-Inflammatory Agent: Its Role in Human Health. Front Nutr. 2014; 1: 14; Ujang Tinggi. Selenium: its role as antioxidant in human health. Environ Health Prev Med. 2008 Mar; 13(2): 102–108

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