PO041 – ALTERAZIONI NEUROLOGICIHE E PSICOLOGICHE NEI PAZIENTI IN EMODIALISI PRIMA E DOPO IL TRATTAMENTO

Autori: S. Lai, A.Molfino, M. Amabile, O. Mecarelli, P. Pulitano, D.Mastroluca, R. Romanello, A.Zarabla A.Galani, G. Pintus, A.C.Currado, V.D’Ambrosio, M.Mangiulli, Y. Esposito N.Frassetti, A.Mariotti. Gruppo di Studio SIN di nefrologia geriatrica
Affiliazioni:  Dipartimento di Medicina Clinica, Dipartimento di Neurologia e Psichiatria, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Unità di Nefrologia e Dialisi, Ospedale ICOT Latina, Università Sapienza di Roma, Dipartimento di Neurologia e Psichiatria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università di Brescia, Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale A. Perrino di Brindisi, Italia.

INTRODUZIONE

La prevalenza della malattia renale cronica è di circa il 13% nel mondo ed il 6-7% in Italia, e il numero di pazienti che necessitano di una terapia sostitutiva renale sta crescendo costantemente. Le complicanze neuropsicologiche legate alla malattia renale cronica (MRC) sono insidiose e progressive e potrebbero avere un impatto significativo sull’aspettativa di vita e sulla qualità della vita di questi pazienti. Cefalea e disturbi del sonno possono essere frequenti, così come la “sindrome delle gambe senza riposo”, che può essere associata a mioclonie (positive e negative) e/o tremori. Gli attacchi epilettici sono rari e tendono a verificarsi solo nelle fasi terminali della MRC, possono essere presenti anche la disfunzione cognitiva, l’ansia, la stanchezza, l’irritabilità, l’apatia e i disturbi di concentrazione. Inoltre il paziente può diventare emozionalmente labile, può fare errori percettivi, può diventare più lento e può presentare difficoltà mnemoniche. Il declino cognitivo è significativamente associato con la MRC e aumenta progressivamente con il peggioramento della funzione renale, indipendentemente da altri fattori di rischio tradizionali, come mostrato precedentemente da Elias e Kurella Tamura. L’EEG inizia a rallentare il ritmo sottostante, con l’avanzamento dello stato uremico nella fase terminale dell’insufficienza renale e il grado di rallentamento è spesso osservato in relazione al decorso clinico. Lo scopo di questo studio era quello di valutare i cambiamenti elettroencefalografici prima e dopo la terapia sostitutiva con emodialisi (HD) e confrontarli con i controlli sani (CS).

MATERIALI E METODI

16 pazienti, clinicamente stabili, in trattamento con HD e 15 CS, corrispondenti per età e sesso, sono stati arruolati. Sono stati eseguiti esami clinici, laboratoristici e strumentali, come funzione renale, indici infiammatori e metabolismo minerale, oltre ad effettuare dei tests psicologici (Minnesota multiphasic personality inventory (MMPI-2), Satisfaction profile (SAT-P) e cognitivi (Neuropsychological test Global z-scores (NPZ5). L’elettroencefalogramma (EEG) è stata eseguito prima (T0) e dopo (T1) il trattamento con HD.

RISULTATI

I pazienti in HD non mostravano differenze significative tra T0 e T1, nella potenza assoluta e relativa delle bande dell’EEG, ad eccezione dell’indice Theta / Alpha (p <0,001). Tuttavia al T1, i pazienti in HD hanno mostrato differenze significative, rispetto ai CS, nella banda Beta1, Delta e Theta, oltre all’indice Theta / alpha (p<0,001). Inoltre, questi pazienti hanno mostrato differenze significative rispetto ai CS, negli indici infiammatori (CRP: p <0.001), negli indici di metabolismo minerale, come parathormone (iPTH) e 1-25 dihydroxyvitamin D3 (1,25–(OH)2D3) (p<0,001, p<0,001), oltre che nell’acido urico sierico (p = 0,003) e nell’emoglobina (Hb) (p<0,001). Le scala cliniche MMPI-2 hanno mostrato una significativa differenza tra i due gruppi, in Depressione (p <0,001), Paranoia (p <0,001) e Hysteria (p = 0,037) oltre ad una differenza significativa nelle scale Cynismo (p = 0.005), preoccupazione per la salute (p = 0.053) e problemi familiari (p = 0.032). Anche il test SAT P ha mostrato una differenza significativa tra i due gruppi nel fattore I (funzionamento psicologico), Fattore II (funzionamento fisico) e Fattore III (lavoro), (p = 0.045, p <0.001, p = 0.014). Inoltre, NPZ5 ha mostrato una differenza significativa tra i pazienti in HD e i CS, nel test Rey Auditory Verbal Learning (test RAVL) (p <0,001, p = 0,0145) e Simbolo Digit Modalities Test (prova SDMT) (p = 0.0145), test di memoria e concentrazione, rispettivamente. Le correlazioni bivariate hanno mostrato correlazioni significative tra la funzione renale, il metabolismo minerale, i marker di infiammazione, l’emoglobina e l’acido urico con alcuni test MMPI-2, Sat P e NPZ5.

CONCLUSIONI

Questo studio ha mostrato un miglioramento, anche se non significativo, dell’EEG dopo il trattamento emodialitico, con una significativa riduzione dell’indice Theta / Alpha, che potrebbe rappresentare un indice affidabile di danno cerebrovascolare o indicare un utile confine, tra normalità e disfunzione cerebrale, essendo coinvolto nel meccanismo di retroattivazione corticotalamo-corticale. Tuttavia, nel nostro studio, l’indice Theta / Alpha è significativamente migliorato dopo HD, ma è rimasto significativamente alto rispetto ai CS. Anche l’analisi qualitativa dei dati EEG, ha mostrato un EEG più regolare e stabile dopo la terapia con HD, ma con persistenti e significative differenze rispetto ai CS, anche nei valori di PCR, iPTH, Vitamina D, emoglobina e uricemia. Inoltre il nostro studio ha mostrato la presenza di alterazioni cognitive e difficoltà psicologiche, con una ridotta qualità della vita in questi pazienti. Una valutazione di routine delle caratteristiche neuropsicologiche, nei pazienti in HD, con un approccio multidisciplinare, potrebbe contribuire ad effettuare una diagnosi precoce con un eventuale adeguato trattamento per migliorare la qualità della vita di questi pazienti.

Tabella EEG

Bibliografia:
De Nicola L, Donfrancesco C, Minutolo R, et al. Epidemiologia della MRC in Italia: stato dell’arte
Krishnan AV, Kiernan MC. Neurological complications of chronic kidney disease. Nat Rev Neurol. 2009 Oct;5(10):542-51.
Elias MF, Elias PK et al. Chronic kidney disease, creatinine and cognitive functioning. Nephrol Dial Transplant 2009;24(8):2446-52.
Kurella Tamura M, Wadley V et al. Kidney function and cognitive impairment in US adults: the Reasons for Geographic and Racial Differences in Stroke (REGARDS) Study. Am J Kidney Dis 2008;52(2):227-34.
Seifter JL, Samuels MA. Uremic encephalopathy and other brain disorders associated with renal failure. Emin Neurol. 2011 Apr;31(2):139-43.
C. Mecarelli O, Pulitano P, Vicenzini E, Vanacore N, Accornero N, DE Marinis M. Observation on EEG patterns in neurally-mediated sincope: an inspective and quatitative study. Neurophysiol clin. 2004; 34: 203-7.

Lascia un commento