PO019 – OSTEOPONTINA, OSTEOPROTEGERINA E DANNO D’ORGANO NELL’IPERTENSIONE ARTERIOSA ESSENZIALE: DATI PRELIMINARI

Autori: Guarino L (1), Pugliares C (1), Scazzone C (2), Geraci G (1), Morreale M (1), D’Ignoto F (1), Guarneri M (1), Vaccaro F (1), Mulè G (1), Cottone S (1).
Affiliazioni:  (1) Dipartimento Biomedico di Medicina Interna e Specialistica (DIBIMIS), Università degli Studi di Palermo. (2) Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche e Forensi, Università degli Studi di Palermo

Introduzione: L’osteopontina (OPN) e l’osteoprotegerina (OPG), due proteine presenti nel tessuto osseo, sembrerebbero inibire in vitro la formazione di calcificazioni vascolari. Tuttavia, diversi studi clinici mostrano come esse siano positivamente correlate ad un aumentato rischio cardiovascolare. La maggior parte di questi studi sono stati condotti su pazienti affetti da insufficienza renale cronica.

L’obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare l’eventuale esistenza di un’associazione tra i valori sierici di OPN e OPG e due marcatori di danno d’organo, lo spessore intimo-mediale carotideo (IMT) e la microalbuminuria, in un gruppo di ipertesi essenziali.

Metodi: Abbiamo, ad oggi, arruolato 55 soggetti di età compresa tra i 18 e i 65 anni, affetti da ipertensione arteriosa essenziale, non trattati farmacologicamente. In tutti i pazienti abbiamo valutato: parametri antropometrici, pressione arteriosa clinica, indagini bioumorali di routine, microalbuminuria sulla raccolta delle urine delle 24 ore, livelli sierici di OPN e OPG mediante ELISA, monitoraggio ambulatorio della pressione arteriosa delle 24 ore e spessore intimo-mediale carotideo.

Risultati: All’analisi di correlazione bivariata l’OPN e l’OPG non hanno mostrato alcuna correlazione statisticamente significativa, né con la microalbuminuria, né con l’IMT (Figure 1-2).

Figura 1
Figura 2

È stata osservata una correlazione negativa tra l’OPG e il filtrato glomerulare stimato mediante equazione CKD-EPI (r=0,476; p=0,046) (Figura 3),

Figura 3

che tuttavia non ha mantenuto la significatività statistica nel modello regressione multipla, comprendente OPG come variabile dipendente e età, sesso, BMI, colesterolo totale, trigliceridi, pressione arteriosa sistolica o differenziale, pressione arteriosa diastolica o media come covariate. I valori di OPN e OPG non differivano tra i soggetti con IMT < o >0,9 mm.

Conclusioni: Dai nostri risultati preliminari sembrerebbe emergere come l’OPN e l’OPG non siano associati né con l’IMT né con la microalbuminuria. L’ampliamento della popolazione studiata potrebbe chiarire tale relazione.

Bibliografia:

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