CO 44 – INDICE PROGNOSTICO MULTIDIMENSIONALE UTILIZZATO PER LA VALUTAZIONE DEI PAZIENTI GERIATRICI AFFETTI DA MALATTIA RENALE CRONICA IN TERAPIA CONSERVATIVA E SOSTITUTIVA

Autori: Silvia Lai, Amalia Mariotti, Georgie Innico, Marco Mangiulli, Ylenia Esposito, Daniela Mastroluca, Adolfo Perrotta, Paolo Protopapa, Filippo Aucella, Giuliano Brunori, Gaspare Elios Russo. Gruppo di Studio SIN di Nefrologia Geriatrica
Affiliazioni:  Gruppo di Studio SIN di Nefrologia Geriatrica

INTRODUZIONE

La prevalenza della malattia renale cronica (MRC) nei pazienti anziani è in costante aumento in tutto il mondo, così come il numero di anziani che necessitano di terapia sostitutiva renale. La valutazione prognostica dei pazienti anziani con MRC svolge un ruolo chiave nell’analisi decisionale dei processi di cura. È sempre più evidente che la prognosi dei pazienti anziani con MRC è fortemente influenzata dallo stato funzionale e cognitivo, dalla composizione corporea e dallo stato nutrizionale, oltre che dalle comorbidità e dai trattamenti. In questo studio abbiamo valutato l’efficacia dell’Indice Prognostico Multidimensionale (MPI), calcolato dalle informazioni raccolte da una valutazione geriatrica completa (CGA) standardizzata, nella predizione del rischio di mortalità e di ospedalizzazione, nei pazienti anziani affetti da MRC in terapia conservativa e sostitutiva (emodialisi (HD) e dialisi peritoneale (DP)).

MATERIALI E METODI

173 pazienti sono stati arruolati, 34 in HD, 35 in DP, e 104 pazienti in terapia conservativa. Sono stati sottoposti ad una valutazione con MPI e suddivisi in 3 classi di rischio, Gruppo 0 = MPI compreso tra 0 e 0,33; Gruppo 1 = MPI compreso tra 0,34 e 0,66; Gruppo 2 MPI compreso tra 0,67 e 1,00, valutando il rate di ospedalizzazione (num ricover/nume popolazione tot) e il rate di mortalità (num decessi /num popolazione) nei 2 aa successivi, oltre ai giorni di ricovero ed al numero di ricoveri annui. Esami clinici, laboratoristici e strumentali, come parametri antropometrici (BMI, BIA), indici di infiammazione e del metabolismo minerale e marcatori aterosclerotici (Intima Media Thickness, IMT), Ankle-Brachial Pressure Index (ABPI) e Tessuto adiposo epicardico (EAT)) sono stati effettuati al T0, ed al T1, dopo 2 aa dall’arruolamento.

RISULTATI

L’esame del chi-quadrato di Person mostra che vi è un associazione statisticamente significativa tra decesso e MPI per classi di rischio (ᵪ2=58,87, p<0.0001) e l’analisi dei residui standardizzati (positivi o negativi), mostra che le differenze sono statistificamente significative in ogni gruppo con r <1.96 o r>1.96 (p<0.05). Inoltre è stata riscontrata una correlazione positiva tra il valore di MPI, il numero di ricoveri annui (p<0.001) ed i giorni di ricovero (p<0.001), oltre all’età (p=0.003).

CONCLUSIONI

In questo studio abbiamo valutato l’efficacia dell’MPI, calcolato dalle informazioni raccolte da una valutazione geriatrica completa (CGA) e standardizzata, che includeva informazioni da sei domini, nella predizione del rischio di mortalità e di ospedalizzazione, nei pazienti anziani affetti da MRC in terapia conservativa e sostitutiva in HD e DP. Prevedere l’aspettativa di vita è fondamentale per i medici per identificare le decisioni cliniche più appropriate per la gestione, il trattamento e la prevenzione, così come per i pazienti ed i familiari avere aspettative realistiche. L’MPI si basa sulle informazioni relative allo stato funzionale, cognitivo e nutrizionale, nonché sui fattori medici e sociali. Nei pazienti più anziani, dato il ruolo centrale della prognosi clinica nel processo decisionale, esiste un’urgente necessità di poter utilizzare accurati, convalidati e rigorosamente testati indici prognostici. Pertanto una valutazione multidimensionale e multidisciplinare attraverso un adeguato indice prognostico come l’MPI, dovrebbe essere considerata nei pazienti anziani con MRC.

Bibliografia:
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