Autori: 1Domenico Santoro, 2Perri Anna, 2La Russa A, 2Vizza D, 2Lupinacci S, 2Toteda G, 2Filice L, 1Buemi M, 3Grenese R, 2Leone F, 2Gigliotti P, 2Lofaro D, 2Bonofiglio M, 3Triolo O, 3Pellicanò V, 3Visconti L, 2Bonofiglio R.
Affiliazioni: (1) Dipartimento di Medicina Clinica-Sperimentale-Università di Messina; (2) Centro di Ricerca Rene e Trapianto UOC Nefrologia-Dialisi-Trapianto-AO Cosenza
INTRODUZIONE: La sindrome emolitico-uremica atipica associata alla gravidanza (P-SEUa) è una rara condizione clinica, ad elevato rischio materno-fetale, che si sviluppa prevalentemente nel puerperio e che è caratterizzata da un quadro clinico di grave microangiopatica trombotica (TMA). Noi descriviamo il quadro clinico di una primipara di 39 anni che alla 32a settimana di gravidanza ha sviluppato un quadro di gestosi complicato da crisi epilettiche ed incremento delle transaminasi. Nell’immediato PP abbiamo osservato la comparsa di grave microangiopatia trombotica con IRA. Per mancata risposta alla plasma-terapia, al 5° giorno, nel sospetto di SEUa, la paziente è stata trattata con Eculizumab con rapida risoluzione del quadro clinico. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di effettuare in questa paziente lo screening genetico per la ricerca di mutazioni a carico dei geni codificanti per le proteine regolatrici della via alterna del complemento: CFH, MCP, CFI, C3, CFB E THBD.
METODOLOGIA: Polimerasi Chain Reaction (PCR); sequenziamento genico attraverso primers già descritti in letteratura; tecniche di clonaggio genico; trasfezione transiente, cellule endoteliali umane (HUVEC).
RISULTATI: L’analisi molecolare ha messo in evidenza una nuova mutazione di splicing a carico del gene CFH nel dominio SCR11: c.1873 +1G/A esone 12 e l’aplotipo di rischio sullo stesso gene in eterozigosi(c.-332C, c.184G, c.1204C,c.2016A). Poiché la suddetta mutazione non è mai stata descritta in letteratura, in questo lavoro ne abbiamo effettuato lo studio funzionale. Attraverso clonaggio genico abbiamo creato un costrutto contenente la mutazione (CFHmut) isolata dalla probanda e uno contenente la proteina wild-type (CFHwt), successivamente over-espressi nelle HUVEC per 24 e 48 ore. I prodotti di Reverse transcription–PCR (RT-PCR) sono stati corsi su gel di agarosio al 2%. I prodotti di RT-PCR contenenti il CFHwt generavano una singola banda a 600bp, corrispondente agli esoni 10-14, mentre quelli contenenti il CFHmut generavano una doppia banda (600bp e 450bp) di cui la prima corrispondeva agli esoni 10-14, la seconda confermava la delezione degli esoni 13 e 14. Questo risultato è stato confermato attraverso sequenziamento genico.
CONCLUSIONI: In questo lavoro abbiamo identificato una mutazione di splicing a carico del gene del CFH in ad oggi non ancora descritta in letteratura, in una paziente affetta da p-SEUa, nella quale la precoce diagnosi ed il tempestivo trattamento con Eculizumab, ha consentito la rapida risoluzione del quadro clinico. Contestualmente abbiamo effettuato in vitro lo studio funzionale della mutazione, confermando la presenza della delezione.
Bibliografia:
