SUPPLEMENTO DI AMMINOACIDI IN PAZIENTI CON PROTEIN-ENERGY WASTING IN DIALISI PERITONEALE: ESPERIENZA PRELIMINARE DI UN CENTRO

RAZIONALE

Si definisce Protein-energy wasting (PEW) il complesso quadro di alterazioni nutrizionali e cataboliche che si presentano frequentemente in corso di malattia renale cronica. Questa sindrome è correlata ad un un aumento delle complicanze, del tasso di ospedalizzazione e di mortalità.

La PEW nel paziente con malattia renale cronica riconosce una patogenesi multifattoriale. Da un lato, l’aumentato dispendio energetico, lo stato infiammatorio cronico, l’acidosi metabolica, associati al ridotto apporto di cibo e alla scarsa attività fisica aumentano il catabolismo del tessuto muscolare e adiposo. Dall’altro, nel paziente uremico tipicamente coesistono disordini endocrini e diverse comorbidità che mantengono o aggravano lo stato di malnutrizione. Giocano un ruolo infine anche la compromissione delle condizioni generali del paziente e la stessa procedura dialitica. [Carrero JJ 2013 [1] (full text)] [Tennankore KK 2013 [2]].

La prevenzione e il trattamento della PEW costituiscono un obiettivo centrale. Negli ultimi anni è stata rivolta particolare attenzione ai supplementi nutrizionali per os che rappresentano un approccio efficace, semplice e sicuro nella ESRD in dialisi, oltre ad avere un impatto positivo dimostrato sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza. [Ikizler TA 2013 [3]]

Abbiamo condotto uno studio prospettico finalizzato a verificare i risultati della somministrazione di un integratore a base di aminoacidi a prevalenza essenziali e derivati (NutriXam FMS) sull’assetto nutrizionale di pazienti con PEW in dialisi peritoneale.

CASISTICA E METODI

Da Dicembre 2015 ad Aprile 2016, 11 pazienti in dialisi peritoneale presso il nostro Centro, con livelli di albumina sierica inferiori a 3,5 g/dL, hanno effettuato un ciclo di trattamento con NutriXam FMS.

Lo stato nutrizionale dei pazienti è stato valutato all’inizio e al termine del ciclo terapeutico mediante la registrazione di: parametri biochimici (livelli sierici di proteine totali, albumina, prealbumina, colesterolo totale, creatinina), indicatori di massa corporea (peso secco e body mass index, BMI), Protein Catabolic Rate normalizzato (nPCR), misurazioni dell’acqua totale corporea (total body water, TBW), della massa cellulare (body cell mass, BCM) e della massa magra (lean tissue mass, LTM) mediante l’impiego della bioimpedenziometria (Bioelectric Impedance Analysis, BIA).

Tutte le variabili sono state riportate come mediana e media ± deviazione standard. L’analisi statistica è stata effettuata mediante il t-test per dati appaiati.

RISULTATI

I risultati ottenuti dal confronto tra i dati di inizio e termine dell’osservazione hanno mostrato una tendenza al miglioramento di alcuni dei parametri nutrizionali considerati nei pazienti che hanno assunto il Nutrixam FMS con compliance ottimale. Tale variazione non è risultata tuttavia statisticamente significativa.

La figura 1 riporta i parametri biochimici rilevati prima e dopo il trattamento. La figura 2 mostra i parametri antropometrici e di massa corporea, i dati ricavati dall’analisi bioimpedenzometrica e l’andamento dell’nPCR.

DISCUSSIONE

La disponibilità di aminoacidi essenziali in quantità sufficiente è la condizione indispensabile per la normale e continua sintesi proteica. Nel paziente ipoalbuminemico è fondamentale intervenire sulla carenza quantitativa e qualitativa di aminoacidi forniti dalla dieta, al fine di stimolare la sintesi delle proteine, arrestare il catabolismo e promuovere l’anabolismo muscolare, oltre che per ripristinare le funzioni immunologiche.

Il razionale del Nutrixam FMS [figura 3] si basa sul moderno concetto di “densità nutriente” delle proteine, che è stabilita dalla quantità di aminoacidi essenziali in esse contenuti. [Rodriguez NR 2015 [4] (full text)]

I dati emersi dal nostro studio hanno mostrato una lieve tendenza verso il miglioramento di alcuni dei parametri nutrizionali considerati al termine del ciclo terapeutico [figure 4 e 5]. Tuttavia la ristrettezza del campione e il breve tempo di osservazione limitano in maniera rilevante la significatività dei risultati. Occorre inoltre tenere presente che, soprattutto nei pazienti in dialisi, la valutazione dello stato di nutrizione non è mai semplice e immediata e ciascun indicatore presenta dei limiti intrinseci che non possono essere sottovalutati. [figura 0]

L’albumina sierica è l’indicatore nutrizionale biochimico più importante, in quanto presenta una rilevante correlazione con il rischio di morbilità e mortalità, pur essendo influenzata, almeno in parte, dalla presenza di infiammazione. Nei nostri pazienti abbiamo osservato un incremento incoraggiante, per quanto lieve, dei valori mediani di albumina da 3,1 a 3,3 g/dL al termine del ciclo terapeutico con Nutrixam FMS.

Bassi livelli di transerrina, beta-globulina deputata al trasporto del ferro, correlano con la mortalità dei pazienti ospedalizzati. Nella popolazione in esame è stato registrato un incremento dei valori ematici di transferrina da 136 a 162 mg/dL.

La prealbumina fornisce una risposta rapida ai cambiamenti del metabolismo proteico [Pasini E 2013 [5]]. Nel gruppo di pazienti in esame i valori di prealbumina sono risultati lievemente ridotti rispetto all’inizio.

I valori di creatininemia possono essere impiegati quali stima indiretta, ma imprecisa, della massa muscolare. Al termine del ciclo terapeutico, la nostra popolazione presentava livelli di creatinina lievemente incrementati.

Altri indicatori biochimici utilizzati sono i livelli di colesterolemia (in calo) e di proteine totali (in lieve aumento).

Una perdita di peso non intenzionale e/o una riduzione del BMI in un arco di tempo breve (>5% in 3-6 mesi) dovrebbero suggerire la presenza di PEW nei pazienti in dialisi (nei quali è raccomandato un limite inferiore di 23 Kg/m2). Il BMI risulta tuttavia fortemente limitato in quanto non tiene conto della distinzione tra massa magra e massa grassa né dello stato di idratazione. [Krishnamoorthy V 2015 [6]] Nei nostri pazienti la mediana del BMI è passata da 24,1 a 24,8.

Le misurazioni fisiche dell’acqua totale corporea, della massa cellulare e della massa magra ottenute mediante l’impiego della bioimpedenzometria risultavano in riduzione al termine del trattamento.

A completamento della valutazione degli apporti di nutrienti, il calcolo dell’nPCR rappresenta un metodo fondamentale per quantificare l’introito di proteine. [Fouque D [7] (full text)2007]. Nella popolazione in esame si è passati da 1,1 prima del trattamento a 1,2 a fine trattamento.

CONCLUSIONI

L’uso di supplementi orali di aminoacidi nei pazienti in dialisi è un settore in espansione.

Il presente lavoro mostra dei risultati preliminari, limitati dalla ristrettezza del campione e della brevità dei tempi di osservazione. Sono necessari ulteriori studi per dimostrare l’efficacia di integratori a base amminoacidi nei pazienti con PEW in dialisi peritoneale.