PO009 – Stenosi delle FAV: ruolo di nuovi biomarkers di danno endoteliale.

Autori: Marengo M, Radin E, Tamagnone M, Serra I, Marazzi F, Nebiolo PE, Pacitti A, Medica D, Cantaluppi V, Formica M
Affiliazioni:  S.C. Nefrologia e Dialisi, Dipartimento Medico-Riabilitativo, ASLCN1; S.C. Nefrologia e Dialisi, Dipartimento Medico, Aosta

INTRODUZIONE E SCOPO DEL LAVORO

Una fistola arterovenosa (FAV) ben funzionante è un requisito essenziale al fine di ottenere una depurazione efficace ed è associata ad una migliore sopravvivenza dei pazienti emodializzati. La principale complicanza che causa il malfunzionamento della FAV è la stenosi, risultato di un’iperplasia intimale secondaria al danno endoteliale, favorito dall’uremia stessa, dallo shear-stress e dalle venipunture ripetute. Attualmente il gold-standard per la sorveglianza delle FAV è rappresentato dall’ecocolorDoppler (ECD). Scopo di questo lavoro è stato quello di valutare la correlazione tra stenosi delle FAV ed alcuni biomarkers di danno endoteliale, tra cui le microvescicole (MV) plasmatiche circolanti ed i livelli del fattore di von Willebrand (vWF).

METODI

Studio retrospettivo effettuato su 46 pazienti emodializzati portatori di FAV nativa o protesica: la diagnosi di stenosi è stata posta mediante ECD e quindi correlata ad alcuni parametri socio-demografici, anamnestici, clinici, dialitici e laboratoristici.

RISULTATI

La popolazione considerata per lo studio presentava le seguenti caratteristiche: 16 femmine, 30 maschi; 38 (60.9%) FAV native; età media 70.1 anni; età dialitica media 55.8 mesi; 45 pazienti (97.8%) con storia di ipertensione arteriosa; 15 pazienti (32.6%) affetti da diabete mellito; in 5 pazienti (10.9%) BMI > 30; 23 pazienti (50%) fumatori/ex-fumatori; 13 pazienti (28.3%) con diagnosi di nefropatia diabetica, 12 (26.1%) nefroangiosclerosi ipertensiva; 32 pazienti (69.6%) con pregresso CVC; 14 pazienti (30.4%) con storia di cardiopatia ischemica.

In 7 pazienti (15.2%) è stata riscontrata una stenosi emodinamicamente significativa ed in 5 pazienti (10.9%) una stenosi non significativa.

Nei pazienti con stenosi significativa (3 M, 4 F; 7/7 (100%) FAV native; età media 69.9 anni; età dialitica media 55 mesi; tutti affetti da ipertensione arteriosa; 3/7 affetti da diabete mellito) è risultata una PCR media al di sopra della normalità (0.55 mg/dl), normali valori medi di emoglobina, ferritinemia, fosforemia e PTH. Abbiamo quindi osservato una buona correlazione tra presenza di stenosi significativa e mancato raggiungimento del Qb prescritto (p<0.0001), basso valore di Kt/V (valore medio 1.14), trattamento con bicarbonato emodialisi (p 0.005) e pregressa necessità di angioplastiche (p<0.0001). Nei pazienti con stenosi significativa della FAV è stato inoltre osservato un aumento significativo della concentrazione delle MV plasmatiche rispetto ai pazienti con stenosi non-significativa o senza stenosi. La caratterizzazione delle MV ha poi evidenziato un significativo aumento delle MV di origine endoteliale (CD31,CD105, CD146) e piastrinica (CD41, CD42b, p-selectina). Anche i livelli di vWF sono risultati essere significativamente aumentati nei pazienti con stenosi significativa (p 0.001).

CONCLUSIONI

L’aumento della PCR, della concentrazione delle MV di origine endoteliale e piastrinica e l’aumento del vWF nei pazienti con stenosi emodinamicamente significativa, evidenziano la presenza di una disfunzione endoteliale/piastrinica  che potrebbe essere alla base del processo patogenetico. Il dosaggio di tali fattori potrebbe rappresentare uno strumento non-invasivo utile per monitorare le stenosi delle FAV.

Bibliografia:

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