CO 40 – Valutazione integrata dello stato di idratazione mediante bioimpedenzometria ed indice di collassabilità della vena cava inferiore nel mantenimento del volume urinario e della funzione renale residua in dialisi peritoneale

Autori: Rivoli Laura (1), Provenzano Michele (2), Citraro Maria Lucia (1), Mordocco Angela (1), Sorbo David (1), Cianfrone Paola (1), Comi Alessandro (1) Simeoni Mariadelina (1), Andreucci Michele (1), Fuiano Giorgio (1)
Affiliazioni:  (1) Cattedra e U.O. di Nefrologia e Dialisi, Università “Magna Graecia” di Catanzaro, Italia (2) Divisione di Nefrologia, Università della Campania ” Luigi Vanvitelli”, Napoli, Italia

INTRODUZIONE

La conservazione della diuresi e della funzione renale residua (FRR) rappresentano entrambi importanti fattori in termini di sopravvivenza e qualità di vita nei pazienti in dialisi peritoneale (DP). Tale obiettivo sembra essere raggiunto soprattutto nei soggetti che si mantengono in uno stato di ipervolemia, a costo di un maggiore rischio di esposizione al sovraccarico cardiaco. Pertanto, la corretta valutazione clinica e strumentale dello stato di idratazione di un paziente in DP rappresenta un elemento fondamentale della gestione della terapia dialitica e/o diuretica. L’integrazione tra bioimpedenzometria (MF-BIA) e indice di collassabilità della vena cava inferiore (ICVCI), potrebbe risultare utile nell’individuazione di un target bimodale di volemia, allo scopo di mantenere la FRR e l’output urinario senza esporre il paziente ai rischi derivanti dal sovraccarico idrico.

METODI

Abbiamo valutato 20 pazienti (14 maschi e 6 femmine; età 58 ± 17 anni) in dialisi intracorporea (CAPD 6; APD 14) da almeno 3 mesi (PD vintage 2,3 anni), escludendo i pazienti affetti da scompenso cardiaco di classe NYHA III – IV. Per tutti i pazienti sono stati determinati il volume urinario residuo e la FRR. L’eccesso di acqua (OH) in litri (L) e in percentuale (%), la massa grassa (FTI), la massa magra (LTI) sono stati misurati mediante MF-BIA. L’indice di collassabilità della vena cava inferiore è stato calcolato mediante la formula standard [ICVCI % = (VCIi – VCIe) / VCIi * 100]. Abbiamo considerato come euvolemici i pazienti con un valore di OH compreso tra 0 L e + 1 L e/o con ICVCI tra 30 e 70.

RISULTATI

8 pazienti avevano un ICVCI% <30, 8 tra 30 e 70% e 4 <70%, mentre alla MF-BIA i pazienti che risultavano con valori negativi di eccesso di acqua (OH<0) erano 4, quelli con OH tra 0 e +1 L erano 8 mentre i restanti 8 avevano una OH >+1 L. Abbiamo identificato una correlazione statisticamente significativa tra i valori di OH (L), OH (%) ed ICVCI % (Spearman r = -0,788 p<0,0001) [Fig.1]Figura 1. Nessuna correlazione è stata riscontrata tra ICVCI %, FTI e LTI. Nella maggior parte dei casi i pazienti considerati euvolemici avevano una FRR ed un output urinario conservati. In particolare, nel gruppo ICVCI<30%, il volume urinario era significativamente ridotto rispetto a quello dei pazienti euvolemici (700±580 ml/24 ore vs 1530 ±665 ml/24 ore p=0,003) [Fig. 2A]Figura 2. Anche se valutati con MF-BIA i pazienti con OH>1L avevano un output urinario ridotto rispetto a quelli con OH compreso tra 0 e 1L (1400±470 ml/24 ore vs 733±598 ml/24 ore p=0,08) [Fig. 2B]Figura 2.

CONCLUSIONI

I nostri dati confermano una correlazione tra i valori di eccesso di acqua misurati mediante MF-BIA e lo studio dell’ICVCI %. L’integrazione di tali parametri potrebbe dimostrarsi utile come indice per il mantenimento dell’euvolemia e dell’output urinario dei pazienti in DP.

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Bibliografia:
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