Individuazione del target emoglobinico nei pazienti in emodialisi: appropriatezza terapeutica e riduzione della spesa farmaceutica

INTRODUZIONE

Le Linee Guida Internazionali riferite all’anemia in corso di malattia renale cronica raccomandano, nella terapia con i Fattori Stimolanti l’Eritropoiesi (ESA), di valutare attentamente i potenziali benefici conseguenti alla riduzione della necessità di emotrasfusioni e dei sintomi correlati all’anemia rispetto ai rischi di danno nei singoli pazienti (KDIGO, 2012). Trials randomizzati e controllati hanno dimostrato che la normalizzazione completa dell’emoglobina (Hb) non comporta un ulteriore miglioramento clinico rispetto alla correzione parziale, ma un aumento della mortalità e della morbilità cardiovascolare (Studio CHOIR, 2006; Studio TREAT, 2010). Tali effetti negativi sono stati messi in relazione non solo con gli elevati valori dell’Hb, ma soprattutto con le alte dosi di ESA, che comportano inoltre un aggravio della spesa farmaceutica.

SCOPO

Scopo del lavoro è stato quello di individuare nello spazio temporale di 12 mesi un target emoglobinico che fosse espressione di adeguata appropriatezza terapeutica (massimo beneficio/minimi effetti collaterali), compatibile con una riduzione posologica e conseguentemente finanziaria degli ESA in 130 pazienti in emodialisi (ED).

MATERIALI E METODI

Gli indicatori di risultato utilizzati sono stati i seguenti: Hb; valore % di pazienti con Hb > 12,0 g/dl; valore % di pazienti in terapia con ESA; dose media di ESA; comorbilità correlate; costi degli ESA; variazione % delle emotrasfusioni.

RISULTATI

I risultati conseguiti sono conformi a quelli attesi e per alcuni indicatori il dato esprime un risultato superiore al target  previsto (Figura 1). Da rilevare che il numero di trattamenti emodialitici è lievemente aumentato nel 2012 rispetto al 2011 in ambedue le sezioni di Emodialisi (Villa Scassi e La Colletta) (Figura 2). Tale dato rende il risultato ancora più significativo.

La valutazione periodica dei parametri dell’assetto marziale e la supplementazione con ferro per via endovenosa, effettuata anche negli emodializzati con carenza funzionale, hanno consentito di sospendere o ridurre gli ESA nei pazienti con valori di Hb > 11,5 g/dl (Figura 3).

CONCLUSIONI

La riduzione del target emoglobinico e della spesa farmaceutica riferita agli ESA sono stati ottenuti non solo in conseguenza della diminuzione delle dosi, ma anche della scelta prevalentemente nei pazienti naive dei prodotti a prezzo minore (in base alla gara regionale) (Figura 4): in particolare sono stati utilizzati epoetina beta e HX575 (Figura 5).