C.E.R.A. …UNA VOLTA IL FERRO

SESSIONE POSTER II

C.E.R.A. …UNA VOLTA IL FERRO

poster

Introduzione e scopo dello studio

La scelta del tipo di ESA da utilizzare nella terapia dell’anemia nei pazienti in dialisi cronica non sempre è scontata (Del Vecchio L, Contrib. Nephrol. 2012 [1]).

Scopo dello studio è verificare in un gruppo di pazienti in trattamento dialitico peritoneale l’efficacia e la sicurezza del trattamento con ESA, confrontando la metossipolietilenglicole epoetina-beta (attivatore continuo del recettore dell’eritropoietina: C.E.R.A.) con gli altri tipi di ESA, in particolare darbepoetina-alfa, epoetina alfa, beta e zeta.

Materiali e Metodi

67 pazienti (41 M e 26 F, età media 66 ± 14, età dialitica media 1.8 ± 2) in trattamento dialitico peritoneale (DP) sono stati osservati retrospettivamente per un periodo di 24 mesi.

La coorte è stata suddivisa in tre gruppi di pazienti omogenei per età anagrafica, età dialitica, GFR, efficienza dialitica, stato nutrizionale, stato metabolico ed infiammatorio, in DP da almeno quattro mesi (45 in APD e 22 in CAPD) e già in trattamento con ESA da almeno 4 mesi; dei 45 pazienti in APD, 35 erano in NIPD e 10 in CCPD.

Un gruppo era in trattamento con darbepoetina-alfa in monosomministrazione sottocute settimanale, un altro con C.E.R.A. in monosomministrazione sottocute mensile ed il terzo gruppo con epoetina (alfa, beta, zeta) in somministrazione sottocute monosettimanale, bisettimanale o tri-settimanale.  

I pazienti erano sottoposti a cicli di terapia marziale (orale o e.v.) se la TSAT risultava inferiore al 20% e la ferritinemia inferiore a 100 ng/ml. La terapia con ESA veniva aggiustata per mantenere l’Hb tra 11 e 12 g/dl.

Nello studio sono stati valutati: GFR, kt/v, Cl.creatinina settimanale totale, proteinemia totale, albumina, prealbumina, PNA (Protein equivalent of  Nitrogen Appearance), TSAT, transferrinemia, ferritinemia, emoglobina, calcio, fosforo, PTH, proteina C reattiva, colesterolo tot e frazioni, trigliceridi.

Il GFR è stato calcolato come media tra la Clearance della creatinina e Clearance dell’urea.

La P.N.A. è stata calcolata applicando la formula di Bergstrom.

Il Kt/v totale settimanale è stato calcolato sommando il Kt renale settimanale (Curea x 10.08) a quello dialitico settimanale [(Durea/Purea) x Vdialisato x 7] e rapportato al volume di distribuzione dell’urea (formula di Watson).

La Cl.Creatinina totale settimanale è stata calcolata sommando la clearance dialitica settimanale [(Dcr/Pcr) x Vdialisato x 7] al filtrato settimanale [(Cl.urea+Cl.Cr)/2 x 10.08] ed espressa in litri, normalizzata per la superficie corporea (1.73 m2). Per il calcolo della superficie corporea è stata usata la classica formula di Du Bois.

I dati dei tre gruppi sono stati confrontati con analisi statistica mediante T-test.

Risultati

I 67 pazienti mostrano valori ematici di Hb compresi tra 11 e 12 g/dl (media: 11.5 ±1 g/dl), di ferritina tra 100 e 500 ng/ml (media: 160 ±120 g/dl), senza differenze statisticamente significative nei tre gruppi. Anche in riferimento agli altri parametri biochimici osservati (calcio, fosforo, PTH, proteinemia tot, albumina, pattern lipidico, nPNA, PCR, GFR, Kt/V tot, Cl. creatinina totale settimanale) non si evidenziano differenze statisticamente significative nei tre gruppi e i valori risultano compresi nei target consigliati dalle linee guida internazionali (Fig 2, Fig 3, Fig 4).

I 3 gruppi sono risultati omogenei anche per quanto riguarda il trattamento marziale ricevuto.

Invece si sono riscontrate differenze statisticamente significative riguardo allo stato marziale, in particolare riguardo alla transferrinemia e alla TSAT (Fig. 1):

  • nel gruppo C.E.R.A. si sono evidenziati valori di transferrinemia più bassi (media: 191 ±29 mg/dl) rispetto a quelli nel gruppo in darbepoetina alfa (media: 224 ±48 mg/dl) (p: 0.000016) e rispetto a quelli nel gruppo in epoetina (media 219 ±35 mg/dl) (p: 0.000011); il gruppo in darbepoetina alfa ed il gruppo in epoetina non hanno mostrato differenze statisticamente significative;
  • nel gruppo C.E.R.A. si sono evidenziati valori di TSAT più alti (media: 24.1 ±9 %) rispetto a quelli nel gruppo in darbepoetina alfa (media: 17.7 ±10 %) (p: 0.00046) e rispetto a quelli nel gruppo in epoetina (media 19.4 ±7 %) (p: 0.00428); il gruppo in darbepoetina alfa ed il gruppo in epoetina non hanno mostrato differenze statisticamente significative.

Con l’utilizzo degli ESA non si sono verificati effetti collaterali degni di rilievo.

Conclusioni

L’utilizzo degli ESA in una popolazione di pazienti in DP si è dimostrato sicuro ed efficace nel mantenere stabile ed in target il valore dell’emoglobina, senza significative differenze tra i vari tipi di ESA.

Tuttavia il C.E.R.A. in monosomministrazione mensile potrebbe avere alcuni vantaggi, sia per gli operatori in relazione all’organizzazione/gestione della terapia sia per i pazienti in termini di compliance (Chen Cy, Perit. Dial. Int. 2012 [2] (full text)).

Inoltre la metossipolietilenglicole epoetina-beta sembra indurre rispetto alla altre ESA una maggiore disponibilità di ferro nell’organismo. Tale evidenza potrebbe essere legata ad una azione/interazione diretta della molecola sull’epcidina a livello epatico (Gael Nicolas, J. Clin. Invest. 2002 [3]).

Ulteriori studi dovranno essere svolti per chiarire meglio questo aspetto specifico.