“Grasso è bello”, si ma come perderlo? Un problema emergente nella malattia renale cronica

Razionale

L’obesità è un problema crescente, legato ad una nutrizione inadeguata in senso quantitativo e qualitativo. Il miglior approccio per la perdita di peso nei pazienti con malattia renale cronica (CKD) non è ancora stabilito, in parte a causa del timore di malnutrizione in pazienti fragili. Programmi personalizzati di calo ponderale con un approccio qualitativo “ad libitum” sono sempre più popolari, ma mancano studi in pazienti con CKD. (Vigotti FN – 2014 [1], Bolignano D [2] – 2013, Celebi-Onder S [3] – 2012).

Casistica e Metodi

Nel periodo 2013-2014 è stato offerto gratuitamente a pazienti sovrappeso-obesi con un’aspettativa di vita di almeno due anni (Charlson comorbidity index) la scelta tra un programma di perdita di peso coach-assisted “ad libitum”, uno “classico” basato sulle calorie, o uno “self-made”.

Qualità di vita (SF-36) e parametri biochimici sono stati registrati prospetticamente; la soddisfazione della dieta a fine periodo (MDRD dietary satisfaction). Un gruppo di pazienti non-CKD con dieta coach-assisted è stato utilizzato come controllo.

Risultati

Sono stati arruolati 91 pazienti, 6 in dialisi, 45 CKD (27 dieta coach-assisted, 18 “altre diete”), 40 controlli “sani”. Al termine del follow-up si è raggiunto un calo ponderale in tutti i gruppi (perdita di peso nell’88% dei pazienti; 41% perdendo almeno metà del sovrappeso teorico). I principali dati di funzionalità renale (creatinina, GFR, proteinuria 24h) sono risultati stabili o all’interno del trend di contrazione funzionale precedente, senza alterazioni dell’equilibrio acido-base e calcio-fosforo. La massa muscolare (valutata mediante impedenziometria ed handgrip test) è conservata, anche nei pazienti con dieta coach-assisted dove maggiore era il timore di ipercatabolismo proteico. Non sono stati registrati effetti collaterali severi, a fronte di un miglioramento della qualità di vita in tutti i gruppi; la soddisfazione e la compliance non sono state influenzate dalla patologia di base. (figura 1)

Conclusioni

I pazienti affetti da CKD (Stenvinkel P – 2013 [4] (full text)) possono essere arruolati con successo in regimi dietetici di calo ponderale, anche inusuali, con pochi effetti collaterali e risultati promettenti.