AFERESI TERAPEUTICA (AT) SIMULTANEA AD EMODIAFILTRAZIONE (HDF) (AF.Ter.DIA.): UN TRATTAMENTO EFFICACE DELLE VASCULOPATIE PERIFERICHE IN PAZIENTI EMODIALIZZATI

RAZIONALE

Negli emodializzati potrebbe rendersi necessaria l’AT, come nel caso della arteriopatia obliterante periferica. Noi riteniamo utile, in questi casi, combinare l’AT alla HDF, con una metodica chiamata AF.Ter.DIA, al fine di ridurre i disagi al paziente e ottimizzare i carichi di lavoro. Presentiamo il caso di una paziente emodializzata cronica sottoposta ad AF.Ter.DIA per trattare un’ulcera trofica periferica non altrimenti curabile.

CASISTICA E METODI

C.A., donna di 59 anni, emodializzata per nefropatia diabetica da 15 anni, con ulcera trofica stadio II Texas al piede sinistro. Eco-doppler: stenosi significativa arterie arto inferiore sinistro (non operabili). Prostacicline non praticabili per instabilità emodinamica. Sottoposta a 15 AF.Ter.DIA. di 4 ore ciascuna. AF.Ter.DIA associava il Diapact CRRT (B.Braun Avitum AG) per la FC ed il Dialog Plus (B.Braun Avitum AG) per la HDF. Il sangue prelevato dalla pompa sangue del Diapact CRRT a 200 ml/min, arrivava al plasmafiltro (Plasmaflo OP08W; Asahi). La pompa plasma estraeva plasma dal plasmafiltro a 20 ml/min, convogliandolo al filtro a cascata (Rheofilter; Asahi). Il plasma depurato rientrava nella linea venosa a ricostituire sangue intero che, come “sangue arterioso”, giungeva al Dialog Plus da cui, dopo dialisi, da “sangue venoso”, era restituito alla paziente.

RISULTATI

AF.Ter.DIA. è stata ben tollerata dalla paziente. L’ulcera è nettamente migliorata (figure 1-2). In tabella I sono riportati i valori degli esami laboratoristici studiati prima dell’inizio e dopo la fine del protocollo AF.Ter.DIA.

CONCLUSIONI

Nella nostra esperienza il trattamento AF.Ter.DIA. è stato ben tollerato ed ha favorito il significativo miglioramento clinico di una lesione ulcerativa in una paziente crioglobulinemica, emodializzata e diabetica. AF.Ter.DIA ha permesso di sfruttare i benefici della AT in una emodializzata mantenendo uguali i tempi di seduta e gli accessi in ospedale ed ottimizzando l’impiego di risorse umane ed i carichi di lavoro.