LO STUDIO ECOCOLORDOPPLER DEL “JET” URETERALE: METODICA AFFIDABILE ED ECONOMICA NELLO STUDIO DELL’OSTRUZIONE URETERALE IN ASSENZA DI IDRONEFROSI

Introduzione

Complicanza frequente della calcolosi renale è la patologia ostruttiva renale, che, ecograficamente, si mostra con un quadro di idronefrosi di vario grado; meno frequentemente peraltro pur in presenza di un quadro ostruttivo, l’ecografia non evidenzia alcuna idronefrosi. La sensibilità dell’ecografia nell’evidenziare un calcolo incuneato nell’uretere è discreta in presenza di idronefrosi ma scende significativamente se non è presente idronefrosi soprattutto se esso si trova nel tratto iliaco o pelvico dell’uretere, oppure in presenza di abbondante meteorismo interposto o ancora in pazienti obesi; in questo caso l’esame diagnostico d’elezione è l’uroTC, che però presenta costi elevati ed espone il paziente a mezzo di contrasto e ad una significativa dose di radiazioni. Un primo screening, in questi casi, può essere fatto mediante lo studio colordoppler del “jet” ureterale (Figura 1).

Materiali e Metodi

Da gennaio 2011 a marzo 2012, 400 pazienti affetti da calcolosi renale sono stati sottoposti a trattamento ESWL presso il nostro Centro. Di questi, 15 presentavano, al controllo a 48 ore, una sintomatologia colica severa senza che l’ecografia convenzionale fosse in grado di dimostrare una dilatazione dell’asse escretore e tantomeno un calcolo ureterale; è stato quindi eseguito studio ecocolordoppler del “jet” urinario; impegando una sonda convex da 5MHz, box colore adattato onde comprendere entrambi gli sbocchi ureterali in vescica con scansione trasversa, e PRF pari a 1,5KHz.

Risultati

Sono stati presi in considerazione dal nostro studio 15 pazienti, 10 maschi e 5 femmine, di età compresa tra i 37 ai 58 anni, tutti con pregressa storia di nefrolitiasi, e sottoposti precedentemente a trattamento ESWL 48 ore prima (Figura 2). 9 pazienti presentavano una calcolosi renale sinistra, mentre 6 una calcolosi renale destra. Il diametro dei calcoli prima del trattamento era compreso fra 11 e 23mm, la maggior parte dei calcoli erano di pertinenza dei calici del gruppo inferiore e in nessun caso era stato posizionato uno stent ureterale. In 13 pazienti lo studio ecocolordoppler ha dimostrato asimmetria (riduzione) o assenza (in 2 casi) del “jet” ureterale dal lato trattato; in 2 pazienti invece non è stata osservata alcuna asimmetria del “jet” nonostante la presenza di sintomatologia. In tutti i pazienti è stato eseguito uroTC a distanza di 48-60 ore: in tutti i casi veniva dimostrata la presenza di calcolosi ostruente dell’uretere; precisamente venivano diagnosticati 3 calcoli dell’uretere lombare, 7 dell’uretere iliaco e 5 dell’uretere pelvico; nei 2 pazienti negativi allo studio ecocolordoppler del “jet”, l’uroTC  (Figura 3) ha dimostrato piccoli frammenti litiasici indovati nell’uretere pelvico con modesto grado di ostruzione, mentre nei restanti casi il diametro dei calcoli era maggiore come anche il grado di ostruzione alla canalizzazione ureterale. Si sottolinea che nessuno dei pazienti presentava un significativo peggioramento dei valori di funzione renale, ovvero un aumento del 50% dei valori basali di creatininemia.

Conclusioni

Lo studio ecocolordoppler del “jet” ureterale rappresenta un metodo rapido, economico, scevro di rischi per il paziente ed affidabile nel diagnosticare la presenza di ostruzione ureterale pur in assenza di dilatazione delle vie escretrici.